Microsoft .NET - La fine di Delphi?
di Alberto Caleffi
15.09.2004
Con l'introduzione di .NET da parte di Microsoft, molti nell'ambiente hanno previsto il
declino o addirittura la fine di Borland Delphi. La mia opinione, al contrario, è
che Delphi manterrà la sua quota di mercato, e probabilmente attirerà
nuovi sviluppatori. Ecco perché.
1. dotNET non da vantaggi agli utenti finali
Tutto ciò che si può fare con .NET si poteva già fare con altri
strumenti. I vantaggi che offre .NET (maggiore produttività, compatibilità
binaria cross-language, e altro ancora) sono visibili solo dai programmatori.
Ai nostri clienti, però, non interessa se il codice è scritto in C#
piuttosto che in Java, o in ASP piuttosto che in PHP. Interessa solamente che il
software faccia il suo dovere, che non vada in crash ogni due minuti, che sia
facile da usare, e via dicendo.
2. dotNET non ha un linker
In .NET manca il linker, un tool che da sempre accompagna i compilatori. Al suo posto
c'è il "run-time", un mucchio di codice di 20/30 MB, che tutti devono
avere sul proprio computer per far girare i programmi .NET.
I runtime in genere creano più problemi di quelli che risolvono, perché
complicano la distribuzione, l'installazione e gli aggiornamenti delle applicazioni.
Provate a chiedere a chi sviluppa in Visual Basic, o a chi ha toccato con mano il
famoso "inferno delle DLL".
Il runtime di .NET è un bastone fra le ruote per chi vuole creare pacchetti
software a larga diffusione ("shrinkwrapped"), ed è un requisito
inaccettabile per molti autori shareware e freeware (a causa del pesante download).
Questo è ovviamente un grande vantaggio per Delphi, un dei pochi tool visuali
che può creare tranquillamente file EXE autosufficienti, e di dimensioni
accettabili.
E se state pensando che il runtime di .NET è già su molti PC, e che
comunque sarà preinstallato con tutte le nuove versioni di Windows, frenate.
Infatti dovete considerare che ogni 6/7 mesi Microsoft ne rilascia una nuova versione,
per cui il problema degli aggiornamenti sarà sempre di attualità. Almeno
finché tutti avranno linee superveloci, e soprattutto finché tutti non
impareranno ad usare regolarmente Windows Update.
3. dotNET non è compatibile all'indietro
Il porting da C/C++ a C# è un'operazione lunga e rischiosa, e lo stesso discorso
vale per il porting da VB a VB.NET, che è un linguaggio completamente nuovo.
Ciò significa che le nuove versioni di molte applicazioni, in particolare quelle
di una certa dimensione, difficilmente saranno realizzate con .NET.
Non ho ancora toccato con mano, ma a quanto dice mamma Borland, invece, la migrazione
da Delphi a Delphi.NET è relativamente indolore. Quindi un'altro punto a favore
di Delphi.
Per finire
Con questo non voglio assolutamente dire che .NET è inutile. Anzi, è
sicuramente un'ottima tecnologia, e non c'è da meravigliarsi: la principale mente
dietro .NET, infatti, è Anders Hejlsberg, l'ideatore del mitico Turbo Pascal, e
guarda caso anche di Delphi.
Ma da qui a dire che .NET decreterà la morte di Delphi, il passo è molto
lungo. Uno strumento maturo, completo, stabile, diffuso, e amato come Delphi non
può sparire così da un giorno all'altro. Quindi basta con questi proclami
affrettati, e senza nessun senso.
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May I Have a Linker?, ancora su Joel On Software.
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